Boul & Co.

Boul & Co.: a Milano, il nuovo poke è tricolore

Boul & Co. è fast & fusion: in Porta Nuova, il locale d’ispirazione “Hawasian” è l’ideale per una pausa energizzante che unisce a gusti esotici l’eccellenza autentica del Made in Italy.

L’innovazione è di casa in Piazza Gae Aulenti, dove, a pochi passi dalla vecchia Milano di Brera e Isola, si cammina con il naso all’insù, gli occhi al cielo e l’ispirazione alle stelle. Mi piace immaginare che Boul & Co. sia nato così, dall’unione di passato e presente, dal virtuoso intreccio tra vecchio e nuovo. Un incontro di menti visionare che, pur volando alto, hanno saputo mantenere i piedi sempre ben ancorati alle proprie radici.

L’idea

Il concept nasce a Hong Kong nel 2014, quando i soci ideatori del progetto – Alan, Matteo, Luca, Flavio e Giuseppe – si incontrano sui banchi di scuola durante un Master in Business Administration. Hong Kong, per loro, è un melting pot che scioglie il cuore: galeotta la città e chi la visse, perché Boul & Co. è la creazione di giovani professionisti italiani innamorati delle proprie origini, animati da curiosità e spirito imprenditoriale. Il lavoro li porta a viaggiare tra oriente e occidente, stimolando in loro senso d’avventura e sensibilità cosmopolita.

Boul & Co.

Da Hong Kong, Boul & Co. approda a Milano, in via Gaspare Rolases 1. Con affaccio strategico su Piazza XXV Aprile, il nuovo bowl bar intercetta un’audience variegata che va dalla vicina Corso Como al business dei grattacieli. Chi è in cerca di una pausa quick & healthy, troverà qui quello che cerca. Quick & healthy oppure fast & fusion, chiamatela come preferite, la bowl – o, meglio, boul – che combina con gusto influenze esotiche a materie prime d’eccellenza made in Italy.

I piatti

Qualche esempio? Sisily, che ho testato e approvato in prima persona: tonno rosso crudo marinato alla salsa di soia, accompagnato da granella di pistacchio di Bronte, pomodorini, capperi di Salina, fave fresche (invece che edamame), uova di salmone, alga nori e dressing piccante al limone. Altre chicche sono la Fumo di Sicilia, con gamberi rossi di Mazara crudi, cipolle di Tropea e una scenografica affumicatura al melo; la Let’s Amalfi, a base di tartare di salmone con uova di quaglia marinate, e la “Cacio e pepe” con polpo e burrata pugliese.

Boul & Co.
Fumo di Sicilia

Una forchettata tira l’altra, o una “bacchettata”, a seconda delle preferenze, perché qui è fusion anche la proposta di posate. Arrivare alla fine del piatto è un piacere condiviso da mente e palato, visto che sul fondo delle ciotole sono riportati i cosiddetti “messaggi della fortuna”, che ironizzano sul concetto di boul strappando un sorriso anche durante la più piovosa giornata no.

“All you need is Boul”, si dice qui, ma la carta offre anche una selezione di zuppe, insalate, bao, sweet boul e dessert. Lo “Sharing Menu” è un’opzione di degustazione dedicata ai più curiosi che potranno condividere 3 diversi tipi di boul. Da bere, birre artigianali del Birrificio Milano, una scelta di vino in bottiglie mini-size, oltre a tè e centrifughe per rispecchiare la filosofia healthy del locale.

Boul & Co.
Crab Bao

Boul & Co., progettato dallo studio A Architecture, sceglie consapevolmente di essere green ed eco-friendly. Suggestivi tocchi di verde (piante vere decorano l’esterno e l’interno del locale) sono abbinati a tonalità calde che richiamano la terra, creando un contesto accogliente e di sobria eleganza. Le finiture in ottone contribuiscono a impreziosire l’insieme con dettagli di raffinatezza, pura espressione di estetica italiana.

Piace perché…

Boul & Co. rivisita il format ormai milanesemente collaudato della ciotola d’ispirazione “Hawasian” per donarle un twist tutto italiano. Una variazione sul tema che funziona, perché è simpatica, fresca, veloce e healthy, ma sopratutto perché nasce da cultura, ricerca e qualità. Dopotutto, noi milanesi siamo ancora capaci di ragionare all’italiana: glamour meglio, ma buono sempre.

Boul & Co.

Ah, i rumours parlano di novità in ambito cocktail…che ai “message in the boul” si aggiungano quelli “in the bottle”? A noi il compito di stare a vedere e, ovviamente, di tornare ad assaggiare 😉

http://www.boulandco.com

Crediti foto: Beatrice Pilotto.

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